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ThrillerMagazine

Fuoco cammina con me (a Caronia)

Non è David Lynch ma Valentina Gebbia che ha anticipato la cronaca di questi giorni col suo romanzo "Fuoco grande" (Dario Flaccovio Editore), che indaga sull'origine dei misteriosi incendi spontanei di Canneto di Caronia (ME)

La realtà supera la fantasia, la fantasia è realtà o che altro?

Riassunto delle precedenti puntate: a Caronia gli elettrodomestici si accendono da soli, i cellulari si autoricaricano (le batterie, non il credito... magari), i neon pure. Ed è anche capitato che in questo manicomio tecnologico a la Poltergeist le cose prendano fuoco, da sole, e non perché si siano emancipate.

Perché, dunque?
E chi lo sa? Si continuano a rilevare fumi e tracce di onde ellettromagnetiche, ma...

Succede poi, notizia di questi giorni, che c'è una richiesta di archiviazione da parte della Procura di Mistretta (ME), respinta dal Gip che ha emesso ordinanza per la proroga delle indagini sui fenomeni di Canneto, da concludersi entro sei mesi; tant'è che le indagini vanno avanti con tanto di elicotteri e nuovi sensori installati.

La cosa curiosa è che gli scienziati componenti della commissione d'indagine hanno letto Fuoco Grande di Valentina Gebbia e hanno espresso apprezzamento per le ipotesi lì formulate e presto incontreranno l'autrice stessa. E come se non bastasse, gli esperti del CUN (Centro ufologico nazionale) supportano una tesi ufologica, la più bizzarra tra quelle analizzate dalla scrittrice siciliana.

La battuta è facile banale, ma è forse l'unica certezza che emerge: c'è puzza di bruciato, o "feto d'abbrucio", come scriverebbe Valentina Gebbia.

Autore: Fernando Fazzari - Data: 29 gennaio 2007

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