Il codice del quattro


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ThrillerMagazine
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MessaggioInviato: Ven 19 Ago, 2005 12:53 am    Oggetto: Il codice del quattro   

Il codice del quattro

Leggi la recensione.
MessaggioInviato: Ven 19 Ago, 2005 12:53 am    Oggetto: "Hypno"   

Caro Lorenzo Trenti, condivido in buona sostanza il giudizio espresso sul "Codice del Quattro",anche se lo ritengo forse anche troppo generoso(2 stelle...) . Perché una volta tanto non si può dire di un libro che è proprio brutto, noioso e mal scritto? Io ,in questo caso, non avrei questo timore... Come si fa a somministrare ad un povero lettore avido di immergersi nella magia e la poesia del periodo più bello della storia del nostro paese, quella specie di "Happy days" idiota con tutte le insulse storielle degli assai poco interessanti studentelli di Princeton? E' una vera crudeltà!!! E' un libro irritante e noioso, anzi direi..."Hypno"...tico!!!
Mr Valis
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MessaggioInviato: Ven 19 Ago, 2005 8:18 am    Oggetto: Re:   

massimo la cava ha scritto:
Caro Lorenzo Trenti, condivido in buona sostanza il giudizio espresso sul "Codice del Quattro",anche se lo ritengo forse anche troppo generoso(2 stelle...) . Perché una volta tanto non si può dire di un libro che è proprio brutto, noioso e mal scritto?


Ne approfitto per spiegare come interpreto io le cinque stellette dei portali Delos, tra cui ThrillerMagazine (nota: come lo interpreto IO. Altri potranno avere altri approcci, si cerca una uniformità di fondo ma questa non sarà mai la stessa, chiaramente).

Una stelletta: è un libro mal scritto. Intendo, proprio scritto MALE. Periodare confuso, veri e propri errori, storia e personaggi butatti là. Un libro che *sconsiglio* di leggere.

Due stelle: un libro perlomeno leggibile. Buono da portare sotto l'ombrellone o, ehm, da appoggiare sulla lavatrice (ci siamo capiti). Una storia per svagarsi e nulla più, consigliata esclusivamente ai cultori del genere; qualcosa che a lettura ultimata lascerà poco o nulla.

Tre stelle: un libro onesto. Si lascia leggere con scorrevolezza, appassiona, diverte, "thrilla". Certo non un capolavoro della letteratura, ma un prodotto ben confezionato, che fa il suo lavoro. Una lettura che consiglierei sicuramente a un appassionato del genere, ma non solo.

Quattro stelle: un libro importante. Un libro che lascia il segno in qualche modo, per stile o trama; un libro che regalerei a una persona a cui tengo come attestato di stima (questo per me è un criterio fondamentale nell'attribuzione della quarta stella, l'unico metodo "soggettivo-oggettivo" che ho trovato!). E soprattutto un libro che è in grado di interessare chiunque, non solo un appassionato del genere (thriller o altro).

Cinque stelle: un libro destinato a rimanere nella storia della letteratura tout-court. Da riservare a pochissimi casi. Un libro da custodire in libreria e da far leggere un domani ai propri figli.

Nella scala di valutazione dunque, Il codice del quattro si piazza precisamente a due stellette. E' un libro che consiglierei solo a chi cerca storie adolescenziali alla OC, perché da quel punto di vista è perlomeno decente. Come thriller è a mio avviso scadente, ma - anche se la recensione compare su un portale che si chiama ThrillerMagazine - bisogna comunque darne un giudizio il più possibile obiettivo. Peraltro le stellette sono solo uno strumento a corredo della recensione vera e propria, non un giudizio univoco tagliato con l'accetta.

Ciao
LT
Si può scrivere "sopra le righe" solo se sappiamo molto bene dove passano le righe. (Gianfranco Manfredi)
dario gallina
Ospite

MessaggioInviato: Gio 26 Ago, 2010 5:35 pm    Oggetto: Romanzo deludente   

Il libro a me è sembrato sinceramente deludente: oltre ad alcune debolezze e incongruenze della trama, non mancano errori storici e letterari piuttosto dilettanteschi (ad es. citare Dante e Boccaccio come autori rinascimentali, ritenere il Colosseo di Roma un circo, citare parole latine equivocando sul loro significato, rimandare a testi e opere d'arte che non sono affatto pertinenti etc....).
Quanto all'Hypnerotomachia, tutto quello che viene "costruito" nel libro di Caldwell e Thomasson è certo legittimo nella finzione romanzesca, ma davvero poco ha a che vedere con il libro vero, ovvero potevano anche scegliere meglio l'opera che deve essere il "motore" della vicenda.
In sostanza, è un libro che a me pare finto-colto, e in realtà frutto di una conoscenza alquanto superficiale della letteratura e della storia rinascimentale, laddove dati ovvi (le corna di Mosè) sono spacciati per intuizioni geniali che risolvono enigmi irrisolti da mezzo millennio; suvvia...

Ho l'impressione, leggendo vari commenti e recensioni su internet, che tutti fingano di conoscere il testo di Francesco Colonna, ma in realtà non sappiano minimamente di cosa si tratta e di cosa tratta - e soprattutto in quale genere di lingua letteraria sia stato scritto!
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