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ThrillerMagazine

Colpo di fulmine . Il mago della truffa

COMMEDIA, I love you Phillip Morris, Usa, Francia, 2009 - regia di Glenn Ficarra, John Requa - scritto da Glenn Ficarra John Requa (tratta dal libro di Steve McVicker) - con Jim Carrey (Steven Russell), Ewan McGregor (Phillip Morris), Leslie Mann (Debbie Russell), Rodrigo Santoro (Jimmy Kemple), Brennan Brown (Larry Bukheim), Clay Chamberlin (Arnie), Antoni Corone (Lindholm), Griff Furst (Mark), Michael Showers (Gary) - durata: 90 minuti - distribuito da Key Films - giudizio: discreto

Prima immagine e ti ritrovi a pensare che sì, Jim Carrey è il comico “che morì due volte” (la prima in Man on the Moon), e invece no…
Cambia tutto e non cambia nulla. Chi ha sempre rimproverato a Carrey smorfie e gigionismo a iosa, continuerà a farlo, mentre chi al contrario, dal fulminante incipit di Ace Ventura: l'acchiappanimali ne ha sempre ammirato lo straordinario talento drammatico dietro la patina comica, nonostante tanti film sbagliati, continuerà ad apprezzarne le interpretazioni e attendere quell’attimo dove basterà un nulla per annichilire l’ultimo residuo comico.
Il duo esordiente Glenn Ficarra, John Requa con questo Colpo di fulmine — Il mago della truffa affida a Carrey l’onere (più che l’onore…) di ricreare sullo schermo la vita al massimo di Steven Russell, truffatore compulsivo attualmente detenuto in un carcere americano con una condanna a 144 anni sulle spalle.
Carrey fa quel tanto che sa quando la posta in gioco è qualcosa in più del semplice “far ridere”, solo che stavolta si muove su un canovaccio scivoloso assai: tono è leggero e romantico, colpo di fulmine compreso (tra Russel/Carrey e Morris/ Ewan McGregor, bravo assai), ma tutto attorno non è che ci sia molto da ridere (carceri e AIDS). Il problema stava tutto nel trovare la giusta via tra dramma e farsa, tra gag e introspezione.
Missione riuscita solo in parte e allora mentre lassù i due si incontrano, si amano, si separano, si riuniscono, si separano ancora, ridono e più spesso piangono, giù in platea le emozioni si vivono con una spanna di ritardo.

Autore: Sergio Gualandi - Data: 11 aprile 2010

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