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ThrillerMagazine

Le nevi del Kilimangiaro

DRAMMATICO, Les neiges du Kilimandjaro, Francia, 2011 - regia di Robert Guédiguian - scritto da Robert Guédiguian, Jean-Louis Milesi - con Ariane Ascaride (Marie-Claire), Jean-Pierre Darroussin (Michel), Gérard Meylan (Raoul), Marilyne Canto (Denise), Anaïs Demoustier (Flo), Robinson Stévenin (Commissario), Karole Rocher (Madre di Christophe) - durata: 90 minuti - distribuito da Sacher Distribuzione - giudizio: ottimo

Spiazzante e anche molto riuscito questo Le nevi del Kilimangiaro (ispirato al poema Les pauvres gens di Victor Hugo).
Serviva una mano ferma, e quella di Robert Guédiguian lo è. Se così non fosse come avrebbe potuto tenere insieme un mix tra fette di vita quanto mai crude e soluzioni che faranno pure storcere il naso a qualcuno che le giudicherà da favola a lieto fine, ma che nonostante ciò conservano una loro fattibile credibilità.
Michel, rappresentante sindacale della CGT (la Confédération générale du travail, un’istituzione sindacale in Francia…) per solidarietà con il colleghi infila anche il suo nome nel bussolotto dei lavoratori a rischio licenziamento. Destino vuole che sia estratto. Senza lavoro e senza sindacato, la fatica di vivere si sente.
A parziale consolazione due cose: l’amore per Marie-Claire, la moglie, e un regalo per il trentennale di nozze da parte dei figli e degli ex colleghi sotto forma di viaggio nel Kilimangiaro….
La realtà però irrompe di nuovo bruscamente sotto forma di una brutale rapina. Grazie ad un fumetto (Spider Man), Michel riesce a risalire all’autore della rapina fino a scoprire che…
Partito come una commedia dagli intensi ed attualissimi risvolti sociali, Le nevi del Kilimangiaro sembra per un momento voler prendere la strada del revenge-movie (tipo Un borghese piccolo piccolo…). Invece, senza essere Lionel Messi, Guédiguian finta e va perché ha in serbo ben altro, sotto forma di una soluzione spiazzante che prende corpo (ed anima…) separatamente in Michel e Marie-Claire (Jean-Pierre Darroussin Ariane Ascaride, la coppia feticcio di Guédiguian…) fino alla condivisione finale.
Impossibile, allo stato delle cose, scansare la domanda “cosa avrei fatto al loro posto? (e questo è uno dei meriti del film...). Altro merito la formidabile scena dove la madre del rapinatore difende con le unghie e con i denti quello spicchio di felicità (magari presunta, ma non certo per lei…) che si è conquistata con la frase “Nessuno vuole scoparsi la madre di tre figli! Nessuno!”.
Attenzione infine! Guédiguian, assieme al finlandese Aki Kaurismäki (chi può getti un’occhiata pure a Miracolo a Le Havre, un poco sottotono…) figurano tra i registi più coerenti e riconoscibili al mondo. Unite il tutto e vi accorgerete che non è poco, per niente…

Autore: Sergio Gualandi - Data: 11 dicembre 2011

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