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ThrillerMagazine

Transformers 3

FANTASCIENZA, Transformers: Dark of the Moon, Usa, 2011 - regia di Michael Bay - scritto da Ehren Kruger (basata sui "Transformers" Action Figures della Hasbro) - con Shia LaBeouf (Sam Witwicky), Josh Duhamel (Maggiore William Lennox), Rosie Huntington-Whiteley (Carly), John Malkovich (Capo di Sam), Patrick Dempsey (Dylan), John Turturro (Simmons), Frances McDormand (Marissa Faireborn), Alan Tudyk (Dutch) - durata: 157 minuti - distribuito da Universal - giudizio: discreto

Autobot di qua e Decepticon di là l’un contro l’altro armati.
Continua (ma forse è l’ultima…), con Transformers 3 la saga del titolo stavolta pompata dal 3D che come tecnica acchiappa pubblico mostra già la corda…
Trattasi di una pellicola 100% Micheal Bay, l’alfiere di un cinema che “più spacco meglio è”. Su questo è capace di tenere botta a tutti, solo che a furia di spaccare (Chicago nel film…) nulla rimane dentro di chi guarda mentre nello schermo un manipolo di eroi (piccoli piccoli…) escono finalmente dal bailamme che occupa quasi per intero la seconda parte.
Il problema, tolta la noia, pare essere di fusione, non quella nucleare, ma quella molto più complicata tra action, con il solito saccheggio a mani basse di archetipi (uno su tutti: la fanciulla salvata dal drago…) e qualcosa di riconducibile alla “commedia” con temi tipo disoccupazione, amore, rapporti con i genitori. Da questo punto di vista ci limitiamo ad osservare come il tentativo fallisca e sia la parte tra Sam e fidanzata (Shia LaBeouf e la new entry Rosie Huntington-Whiteley) siano abbastanza scipite da far rimpiangere Tru Lies (e le acrobazie tra i grattaceli gli devono qualcosa…). Tanto meno funziona l’incipit di “storia alternativa” sul vero motivo della conquista della Luna (molto meglio quello visto in X-Men — L’inizio.
Al posto della battaglia tra Autobot e Decepticon nel giardino di casa Witwicky, tocca accontentarsi di Bumblebee che si trasforma in Autobot giusto il tempo per recuperare lo svolazzante Sam rimetterlo al sedile di guida e tornare Camaro.
Insomma uno di quei film che si guarda impassibili, a mascella ferma…

Autore: Sergio Gualandi - Data: 11 luglio 2011

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