È possibile raccontare ancora qualcosa di nuovo su Diabolik (classe 1962)? Si può ancora raccogliere notizie inedite sulle sue ideatrici?

L’uscita, due anni fa, del bel volume Le Regine del Terrore - Angela e Luciana Giussani: le ragazze della Milano bene che inventarono Diabolik (224 pp, € 13) sembrava chiudere pressoché definitivamente il discorso. Eppure, l’autore Davide Barzi è riuscito a superare se stesso.

Ormai esaurito il libro (proprio in virtù delle sue qualità di chiarezza e approfondimento non noioso, capace di inserire gli avvenimenti reali ed editoriali nel loro giusto contesto), le Edizioni BD hanno opportunamente scelto di capitalizzare le nuove informazioni raccolte nei mesi successivi per una nuova edizione “riveduta e corretta”, che per una volta è molto di più di una banale versione “rimasterizzata” (come va di moda oggi).

Oltre a un formato più grande (15 x 21 cm, contro i precedenti 13,5 x 19 cm) che rende maggiormente giustizia alla ricca parte iconografica, alle 156 immagini iniziali se ne aggiungono ben 122: oltre a una sezione di fotografie alla fine di ogni capitolo, la nuova edizione ha anche 32 pagine a colori, che comprendono una cover gallery con 79 copertine delle pubblicazioni citate nel testo. I capitoli sono 13 (quindi uno in più, compreso i due di appendice realizzati con l’abile sceneggiatore Tito Faraci), e tutti rivisti, corretti, ampliati e rifiniti... perché anche nel fumetto italiano più di successo permangono zone franche in cui le scoperte “archeologiche” o di “modernariato” sono all’ordine del giorno. La copertina passa da un bianco e nero spartano (che non ci dispiaceva, in verità) a una raffinata bicromia rossonera che, se farà felici i tifosi del Milan o del Foggia, richiama senza colpo ferire la grafica delle collane del ladro più famoso del fumetto italiano.

Al di là della pur brillante confezione, in realtà quel che ancora una volta stupiscono sono i contenuti: dopo aver curato la recente mostra di Brembio (LO) “Gino Marchesi, l’uomo che diede un volto a Eva Kant”, Barzi arricchisce il volume di nuovi particolari gustosi sull’incredibile vita delle sorelle Giussani – tra le pochissime italiane ad avere la patente negli anni Quaranta e un brevetto di volo nei Cinquanta, che iniziarono a pubblicare il fumetto con le loro sole iniziali, quando la consapevolezza femminista era ancora di là da venire... – nonché sui primissimi anni di vita del criminale le cui avventure si svolgono dell’immaginaria città di Clerville (vagamente collocabile in Costa Azzurra).

Una lettura piacevole, che svela più di una curiosità e permette di (ri)scoprire ancora una volta quanto l’amore per le buone storie e i buoni personaggi amorevolmente accuditi paghi sempre... oltre a superare concorrenti più grossi, sequestri strumentali e perplessità dei benpensanti (che ormai reclutano Diabolik come testimonial per campagne sociali!).