Sei racconti di classe. Ovvero l’irridente ironia del Destino e, direi pure, dello Scrittore…

L’impronta dell’assassino

I gatti. Il miagolio terribile dei gatti Mia-ooo!…Mia-ooo! che proviene da quattro piani di sotto. Tutto ha inizio da questo sconvolgente miagolio. Tom Qinn, che non ne può più, lancia contro di loro dalla finestra anche le scarpe. Su ordine della moglie deve andare a riprenderle subito, ma non le trova. Scarpe che costeranno a Tom un bel po’ di guai perché una loro impronta viene trovata sul luogo di un delitto. Accusato di omicidio rischia perfino la pena di morte. Ma c’è l’investigatore Bob White a difenderlo. Se la caverà?…

Alle tre in punto

“Uccidila! Uccidila! Uccidila!” è il grido interiore del signor Stapp. Lui è fatto così, non rivela mai all’esterno i rancori che cova dentro di sé. In questo caso contro la moglie che, evidente, lo tradisce. Così si appresta a farla saltare in aria con un piano assai ingegnoso. Solo che, quando tutto è pronto e l’orologio si mette in moto per l’ora cruciale stabilita, tic-tac, tic-tac, tic-tac… arrivano due ladri e…

Se dovessi morire prima di svegliarmi

I lecca lecca sono al centro di questa vicenda. Racconta la storia in prima persona Tommy, ragazzino di dodici anni figlio di un poliziotto. I lecca lecca arrivano improvvisamente nelle mani di una compagna di classe, Millie Adams, presa in giro da tutti. Ma ora ha questa arma attraente e Tommy diventa suo amico, così potrà goderne anche lui. Li riceve da un “signore”, dice lei. E’ un segreto, Tommy deve giurare di mantenerlo. Poi la ragazzina scompare…E il fattaccio si ripeterà in seguito con un’altra compagna di classe.

Un mazzo di rose rosse

Un mazzo di rose rosse che portano sfortuna. Addirittura la morte. Alla sorella minore di Marcia, quest’ultima fidanzata con Tommy, amico di Richard che racconta la storia. Uccisa da una rosa rossa “il cui stelo è stato spruzzato con qualche sostanza velenosa.” Mazzo di rose consegnato da un fattorino, prenotato dallo stesso Richard per il party di fidanzamento. Tom indaga. E’ perplesso. Non può essere il suo amico l’artefice…anche perché senz’altro c’è sotto lo zampino della precedente fidanzata, la terribile Fortescue…Se ne vedranno delle belle.

Un delitto vale l’altro

A Chicago Brains Donleay va dal suo amico Fade Williams. Ha bisogno di un alibi come già successo in passato. Lui è un esperto in questo genere di cose. Deve uccidere un tipo che gli ha rotto le scatole, ma non ha intenzione di farglielo conoscere. Bene, affare fatto dopo che ha pagato gli arretrati. Tutto perfetto, tutto studiato. Ora Brains ha davanti a sé l’odiata vittima. Comincia a parlarci ma…sembra un altro, diverso, non lo faceva così…

La scappatoia

Gary Severn esce a prendere il giornale. Lo fa tutti i giorni. Solo che questa volta qualcuno lo segue. E lo arresta per omicidio, addirittura di un poliziotto. I testimoni affermano che è lui il colpevole. Rischia la pena capitale. Se non fosse che qualcuno può scagionarlo. Arriverà in tempo?…

Sei racconti di classe. Una lotta disperata fra il lettore e lo Scrittore per capire, indovinare il seguito, almeno una parte, se non come va a finire. Pagina dopo pagina i dubbi, le incertezze, i capovolgimenti di fronte, i momenti di esaltazione (ce l’ho fatta) e di abbattimento (non ce l’ho fatta). Tutto è così difficile nella vita, tutto è così contorto e frastagliato. Niente di lineare. I personaggi ce la mettono tutta per raggiungere i loro scopi, progettano, pianificano, lottano. Invano, che il Destino, e direi pure lo Scrittore, se la ridono beffardi.

All’interno il racconto Amaranto e Porpora di Salvatore Lecce e Cataldo Cazzano.

Una lettera di Guido a Riccardo, da fratello a fratello. Un nuovo vino da sperimentare e la moglie Elisabetta incinta.  Accoltellata, in seguito, insieme alla domestica Maria e trovate entrambe dall’allevatore e stalliere Armando. Subito sospettato. Gli omicidi, poi un furto. La faccenda si complica, Riccardo cade pure da una scala per la debolezza di un piolo. Solo alla fine il disvelamento e brindisi con il nuovo vino “Amaranto e Porpora.” Non vi dico fra chi.

Racconto ben costruito attraverso una serie di lettere.