La settima indagine dell'ormai celebre commissario romano, su un caso legato al mondo dell’astrologia; una storia affascinante piena di incursioni nel mondo esoterico e nella grande letteratura. I diritti della serie del commissario Ponzetti sono appena stati acquisiti per trarne a breve una serie televisiva.

Fazi presenta Gli occhi di Borges di Giovanni Ricciardi.

La trama:

Gli occhi di Borges è il titolo di una celebre rubrica di oroscopi tenuta da un famoso astrologo su un’importante rivista italiana. Una giovane liceale, Vanessa, che vive con la madre Anita in un elegante appartamento del quartiere Esquilino a Roma, ottiene la possibilità di fare uno stage presso la redazione della rivista. Da quel momento, però, la sua vita cambia: la ragazza si chiude in se stessa, preda di fobie e di un mutismo assoluto, fino a non voler più uscire di casa. La madre, sconcertata e confusa, si accorge poco a poco che questa melancolia non è solo il frutto di una crisi adolescenziale, ma è legata a incontri e frequentazioni, dietro le quali si cela una realtà inquietante. Il commissario Ponzetti sarà chiamato a trovare il bandolo della matassa di questa intricata vicenda, in una storia giocata sul senso della libertà umana e sui suoi condizionamenti. Ma non solo. In questa sua settima indagine, Ponzetti avrà a che fare col furto di un prezioso esemplare del primo libro di poesie di Borges, trafugato dalla Biblioteca Nazionale di Buenos Aires per conto di un ignoto e ricchissimo collezionista italiano. Un mistero nel mistero, che muoverà il nostro commissario sulle tracce di una sua vecchia conoscenza: Andrea Perfetti, il ghostwriter che gli aveva dato già filo da torcere nel quarto episodio della serie, Portami a ballare, e che lo costringerà stavolta a un’insidiosa trasferta argentina. Le due trame del racconto s’intrecceranno soltanto all’ultimo, per combinarsi in un sorprendente finale.

L'incipit

Nella stanca cornice dei giorni che si stendono tra Natale e Capodanno, nel chiuso di quei pomeriggi in cui il tedio spadroneggia sulle strade orfane della corsa agli acquisti, mentre ci si aggira sfaccendati a guardare ancora le vetrine di negozi in disarmo e solo qualche donna si ostina a entrare, delusa da un regalo comprato distrattamente, e presenta lo scontrino di cortesia per vedere che cosa è rimasto sugli scaffali e nei magazzini: proprio in quei giorni Vanessa smise definitivamente di uscire di casa. Restò per qualche tempo rintanata nella sua cameretta, distesa sul letto in pigiama a compulsare Internet e social network, abbaiando alla madre che cercava di scuoterla, poi più nulla. Giusto il tempo per mangiare rapidamente, poco, sempre meno, e senza guardarla negli occhi.

Quando, a gennaio, venne il momento di tornare a scuola, Vanessa non andò, e la madre entrò nella crisi più nera che avesse mai conosciuto. Non c’erano ragioni da dirsi, parole da scambiare. Solo una porta chiusa e un muro di stremata indifferenza.

Proprio adesso che Anita si era scrollata di dosso vent’anni di matrimonio e un marito che non ricordava più neppure l’anno in cui s’erano piaciuti ed erano andati a vivere insieme dopo dieci giorni dal loro primo incontro. Proprio adesso che lui si era trovato un pied-à-terre da seicento euro al mese in cui portare le sue giovanili conquiste. Come facevano, si chiedeva, quelle venticinquenni affascinate dalle stesse parole – lo giurava a se stessa, e le veniva ancora da piangere – le stesse identiche parole, le battute, gli aneddoti che aveva usato vent’anni prima per conquistare lei; e come aveva potuto credergli, credere che fossero la bella vetrina di un negozio ben fornito, una vita promessa da sempre, per sempre, come aveva potuto essere così ingenua, così inesperta da credere a quel vuoto condito di rituali ossessivi, d’inspiegabili vigliaccherie, di silenzi rancorosi, di nulla?

Proprio adesso che per la prima volta era uscita a riveder le stelle, e si sentiva sola, ma di tanto in tanto cominciava a trovarlo piacevole, quello stare con se stessa, e si guardava ogni tanto allo specchio, rispolverava vecchi vestiti, non era poi così ingrassata, ma ancora timorosa di agghindarsi, di rimettere un tacco alto, incerta su quelle due gambe ancora tornite ma in cui le pareva di vedere sempre più chiari i segni dell’età; proprio ora, che aveva ripreso a captare per strada complimenti mormorati, una volta anche da un ragazzo imberbe, un’altra volta da un attore un po’ in declino ma pur sempre piacente, ancora capace di strappare qualche ruolo secondario in una fiction.

Proprio ora sua figlia doveva piombare in quella assurda melancolia, nell’età in cui tutte le porte sono ancora aperte. Anita si vergognava di questa sua rabbia: le aveva invidiato i seni prosperosi, e l’allegria che ogni tanto le scoppiava sul viso, e quella risata aperta e bellissima che non conosce inverni e desolazioni, tutto ben di Dio, tutto sprecato. Hai la bellezza del somaro, pensava, e la vita intera ancora da sprecare. Lasciami in pace, che mi sento vecchia, non voglio assisterti, sei tu che dovresti farlo per me, a te vorrei confidare pensieri che non potrò mai dirti, perché ti scandalizzeresti, forse, vorrei fare di nuovo l’amore, e non so con chi farlo, e perché. Ma invece tu, come se intuissi il mio desiderio e la mia assenza, cominci a impuntarti e ti rifiuti di vivere, impunita, e io inevitabilmente penso che è colpa mia, colpa mia, non di tuo padre che si è consumato per anni nelle sue storie per tornare a casa con la maschera di bronzo, con la maschera funebre di un antico romano. E a me questo hai riservato, dopo che per anni ti ho cresciuto da sola e lui se ne andava sempre senza andarsene mai davvero. Stronzo. Stronza anche tu. Proprio adesso.

L'autore

Giovanni Ricciardi è professore di greco e latino in un liceo di Roma. Il suo personaggio, il commissario Ottavio Ponzetti, è protagonista di una fortunata serie di romanzi tra cui I gatti lo sapranno, vincitore del premio Belgioioso Giallo 2008; Il silenzio degli occhi, finalista al premio Fenice Europa 2012; e Il dono delle lacrime, candidato al premio Scerbanenco 2014. L’ultimo episodio della serie è La canzone del sangue del 2015.

Info

Gli occhi di Borges di Giovanni Ricciardi (Fazi – Darkside n. 9), 240 pagine, euro 16,00