Ormai, al giorno d’oggi, c’è una medicina per qualsiasi cosa, dal mal di gola all’impotenza. Basta una pastiglietta e un po’ d’acqua e tutto si può risolvere senza troppe conseguenze. Idem per problemi psicologici e psichiatrici. Un bel cocktail di farmaci quotidiano per ritornare ai livelli di apparente normalità richiesta dai canoni della nostra società. Una società sempre più malata che versa in uno stato degenerativo irreversibile che fa degli abusi uno stato di normale alterazione.

In questo contesto il regista Steven Soderbergh con il suo ultimo lavoro Side effects, effetti collaterali, da una sua interpretazione del tema. Il film parteciperà alla 63° Berlinale ed uscirà in Europa a maggio.

Gli effetti collaterali, in medicina e in farmacologia, indicano genericamente qualsiasi reazione non prevista o non desiderata (non necessariamente nociva) legata all'azione farmacologica di una sostanza.

Emily (Rooney Mara) e Martin Taylor (Channing Tatum) sono una coppia newyorkese di edonisti belli e ricchi. Non si fanno mancare nulla: una villa, una barca a vela e ogni lusso possibile. Fino a quando Martin non viene ingabbiato con l’accusa di “insider trading.”

“Tutti sanno tutto” Victoria Siebert (Catherine Zeta-Jones)

Quattro anni di reclusione sono lunghi. Emily lo aspetta in un angusto appartamento nel nord di Manhattan, ma il rilascio del marito si rivela tanto devastante quanto la sua incarcerazione, ed Emily sprofonda nella più cupa depressione.

Dopo un tentativo di suicidio della donna, lo psichiatra Jonathan Banks (Jude Law) è chiamato ad occuparsi del caso. Per evitare il ricovero in ospedale, le prescrive una terapia.

Ma i suoi sintomi non accennano a migliorare, fino a quando Banks, su suggerimento della precedente psichiatra della donna, Victoria Siebert (Catherine Zeta-Jones), non le prescrive un nuovo psicofarmaco che inizialmente sembra funzionare.

“Chi produce questo medicinale diventerà ricco” Martin Taylor (Channing Tatum)

Il titolo non è casuale, infatti il medicinale avrà sulla donna pericolosi effetti collaterali con conseguenze agghiaccianti, sfociando in un omicidio.

Banks è coinvolto in prima persona e si mette in cerca di risposte. Ciò che scopre minaccia però di distruggere anche quel che rimane della sua carriera e della sua vita privata.

“Rivoglio la mia vita!” Jonathan Banks (Jude Law)

Nel film non vengono demonizzati i farmaci in quanto tali - la medicina nel suo campo ha fatto miracoli – ma si affronta il tema dell’abuso dei medicinali, di come in taluni casi siano diventati un modo per coprire delle lacune, una sorta di integratori della psiche. In questo le case farmaceutiche giocano un ruolo a volte subdolo insinuando nelle persone l’idea che una semplice pillola possa cambiare la vita. Ma una pastiglia non può risolvere tutto, come non può farlo la cocaina, l’eroina o una qualsiasi altra droga...