Il 17 luglio 1989 un impreditore, molto “chiaccherato”, viene assassinato a Forte dei Marmi nel garage della sua villa con diciassette coltellate. Del delitto vengono accusati la moglie, Maria Luigia Redoli, e il suo giovane amante. Lei è un’avvenente cinquantenne biondo platino, perennemente abbronzata e dalle minigonne mozzafiato, impegnata soprattutto a divertirsi, a spendere i soldi del marito e a frequentare i locali della Versilia; l'amante è un carabiniere di vent’anni alto quasi due metri, che la segue come un’ombra nell’ambiente frivolo e mondano, dove la donna lo esibisce con disinvoltura... E subito la Redoli viene ribattezzata “La Circe della Versilia”...

Il caso lo ripropone Mario Spezi in un libro, fra il romanzo poliziesco e il giornalismo d'inchiesta, dal titolo Nel buio di una notte di luglio, la misteriosa storia della Circe della Versilia (Mondadori, Strade Blu Saggistica, 2012), che verrà presentato alla Melbookstore di Firenze (via de' Cerretani) giovedì 7 giugno, alle ore 18. Saranno presenti lo scrittore Marco Vichi e l’avv. Alessandro Traversi.

Dalla scheda editoriale:

Sulla stampa e nell’opinione pubblica la condanna morale per il comportamento libero e spregiudicato di Maria Luigia prende subito il sopravvento. Contro di lei giocano alcuni elementi, come la sua frequentazione di personaggi a metà fra il grottesco e il malavitoso, compreso un «mago dei due mari» a cui avrebbe chiesto una «fattura» per liberarsi del marito, e la circostanza di trovarsi a pochi passi dalla scena del crimine nel momento in cui presumibilmente veniva commesso il delitto. A suo favore numerosi importanti dettagli che, se esaminati in un contesto senza pregiudizi, avrebbero forse permesso a lei e al suo amante di uscire indenni da questa vicenda. Le indagini, approssimative fin dall’inizio, vanno invece in un’unica direzione, tutto si svolge sulla base di congetture che sono prima trattate come prove e poi confermate senza il sostegno di prove reali. Nonostante tutto, il processo di primo grado assolve Maria Luigia Redoli e e il giovane amante dall’accusa di omicidio, ma il processo di appello – dove il materiale accusatorio è identico a quello utilizzato nel processo che li ha assolti – condanna i due imputati all’ergastolo: fine pena, mai. Ora la Circe vive in regime di semilibertà, si è risposata, durante il giorno fa volontariato e la sera torna in prigione.

L’autore:

Mario Spezi è stato, dal 1975 e per oltre due decenni, cronista giudiziario, poi redattore della pagina culturale della «Nazione». Dal maggio 2008 collabora con la redazione fiorentina del «Corriere della Sera». Ha lavorato per il «New Yorker», «L’Espresso», «L’Europeo», il giapponese «Brutus», nonché per Rai (Chi l’ha visto?, Notti blu) e Mediaset. Ha pubblicato numerosi libri, tra i quali, con Douglas Preston, il bestseller internazionale Dolci colline di sangue, che ricostruisce la storia del mostro di Firenze giungendo a conclusioni diverse da quelle della magistratura. Per le sue ricerche sul mostro è stato accusato di depistaggio e incarcerato per alcune settimane, prima di essere completamente scagionato.